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I nostri bambini vanno a scuola
L'inizio della scuola, che si tratti della scuola d'infanzia, di quella primaria o media, è per il bambino un momento particolare e delicato che indica un cambiamento, una trasformazione, un passaggio da uno stato ad un altro.
I nostri ragazzi dovranno confrontarsi con nuove regole di vita, nuovi ritmi
e interagire con persone differenti dai genitori, dai nonni o dalle maestre già conosciute negli anni precedenti. Chi inizia con una nuova esperienza scolastica, inizia con un nuovo percorso di apprendimento durante il quale gradualmente si impadronirà degli strumenti utili a comprendere la realtà che lo circonda. Si tratta del momento in cui bisogna allargare il campi di esperienze, volgere altrove lo sguardo, oltre la famiglia, nella società. L'incontro con l'ambiente scolastico, con le nuove strutture, con i nuovi tempi di vita, non è però facile per tutti.
In questa particolare fase, il bambino ha bisogno di essere aiutato ad affrontare i momenti che generano ansia o che possono intimorirlo. E' molto importante che i genitori mostrino di avere fiducia in lui e nelle sua capacità di affrontare questo passaggio. Quanto più il bambino sentirà di essere sostenuto, tanto più sarà in grado di fidarsi del nuovo mondo che incontrerà, si sentirà più a suo agio con gli altri e avrà la volontà di impegnare le sue energie nell'apprendimento.
Un altro compito della famiglia sarà quello di preparare il figlio ai ritmi del nuovo lavoro scolastico e alle nuove regole, in modo che egli riesca ad accettare con facilità i cambiamenti. In alcuni casi sarà necessario riorganizzare la sua giornata e porre attenzione al tempo che dovrà essere dedicato al risposo e al sonno notturno. Infatti i tempi di lavoro potranno essere retti e il rendimento scolastico sarà buono, nel momento in cui verranno rispettate le esigenze fisiologiche dell'organismo.
Quando il bambino è impegnato in scuole a tempo pieno è importante non oberarlo con molte attività extrascolastiche, al contrario, garantirgli la possibilità di esprimersi giornalmente attraverso il gioco libero. A volte ci si dimentica che nella fase di crescita, il gioco svolge un ruolo importantissimo nell'apprendimento delle dinamiche sociali e offre al bambino l'opportunità di liberarsi da eventuali tensioni accumulate. Anche la giornata dovrà essere organizzata in base ad un ordine sequenziale in cui si troverà il giusto tempo per fare i compiti, per svolgere un'attività extrascolastica e per giocare. Infatti il bambino dovrà capire che vi è un tempo per ogni cosa, uno spazio per il divertimento e il gioco, ma uno anche per lo studio e la concentrazione.
Nelle scuole a tempo pieno i compiti vengono perlopiù svolti nelle ore pomeridiane, mentre i compiti a casa vengono assegnati nel fine settimana. Durante lo svolgimento dei compiti i familiari devono adottare un ruolo preciso. Il bambino deve infatti poter fare i compiti in un ambiente tranquillo, potendo sempre godere dell'appoggio appropriato. E' importante che svolga i compiti da solo, in autonomia, in quanto possiede le capacità e i mezzi per farlo, anche se deve essere sempre in grado di poter chiedere aiuto qualora si trovi in difficoltà. Il genitore non dovrà fare i compiti al posto suo e non dovrà risolvergli i problemi in quanto così facendo darà al bambino l'impressione di non essere capace di svolgerli da solo. Molte ricerche dimostrano che i bambini non amano essere aiutati e che affrontare un compito permette loro di mettersi alla prova e di confrontarsi con le proprie capacità. Questo riporta ad un sentimento sano di fiducia e ad un rafforzamento dell'autostima. I genitori non devono fare i compiti al posto dei loro bambini ma insegnare loro come svolgerli, come studiare, come imparare.
Nel caso in cui il bambino si trovi in difficoltà e molto più utile sollecitarlo a chiedere ulteriori spiegazioni agli insegnanti, piuttosto che fornirgli, la soluzione del problema. Il bambino va incoraggiato e sostenuto in tutti i momenti della vita scolastica, anche quelli più difficili. Bisogna infondergli sicurezza, aiutarlo a non avere timore di chiedere, né di provare vergogna per il fatto di non aver capito. Va aiutato a comprendere e ad accettare che oltre al risultato è importante anche il percorso e lo sforzo che si compie per ottenerlo.
Nonostante l'attenzione delle famiglie, negli ultimi anni si registra un aumento delle manifestazioni di disagio scolastico. Possiamo definire il mondo scuola come luogo di incontro - scontro tra il mondo infantile fatto di desideri, speranze, illusioni, paure e il mondo adulto costituito da progetti, richieste, aspettative e preoccupazioni. Questo incontro - scontro può, a volte, portare a situazioni complesse causate perlopiù dalla disomogeneità degli intenti e comportamenti degli adulti che ruotano intorno al bambino. Molto spesso infatti, genitori ed insegnanti non riescono a riconoscersi in un progetto educativo comune e questo può provocare comunicazioni contraddittorie che possono creare nel bambino disorientamento e inibire il suo processo di crescita, oltre che il suo percorso negli apprendimenti. I disagi, le preoccupazioni e le ansie di bambini e ragazzi che non riescono a tradursi in pensieri e parole, si possono trasformare in comportamenti inadeguati, se non addirittura in sintomi, che devono essere presi in seria considerazione.
La maggior parte delle forme di disagio riscontrate dalle ricerche degli ultimi anni, sono da riportare all'ansia che i bambini vivono lungo il cammino che porta dalla dipendenza all'indipendenza. Ansia che sottostà anche ai problemi di socializzazione, agli atti di violenza, al fenomeno del bullismo e alla baby - gang. Dietro ad un comportamento non adeguato o esagerato, si nasconde una richiesta di aiuto. Il bambino con i suoi comportamenti, i suoi malesseri, il suo non dormire, il suo mangiare poco o troppo, vuole comunicarci qualcosa e soprattutto vuole essere aiutato. E' importante che questa richiesta di aiuto non venga sdrammatizzata ma accolta, in modo da poter intervenire al più presto, prima di giungere ad un vero e proprio disagio che rischia di mettere a repentaglio o di minare l'intero percorso scolastico.





